12 Le tradizioni e i costumi del popolo ladino sono vive e sentite in Val Gardena. Le ricorrenze e le festività sono numerose nell’arco dell’anno. Il loro significato profondo rischia spesso di perdersi, e per questo è ancora più importante mantenerlo vivo e vitale. Oltre alla lingua ladina e all’artigianato artistico, un altro elemento importante della tradizione locale è rappresentato dai costumi, fra i più ricchi e lavorati dell’area alpina, caratterizzati da lavorazioni impegnative e dal fatto che l’abito nel suo insieme fornisce informazioni sulla posizione sociale di chi lo indossa. Questo è particolarmente evidente nei cortei nuziali tradizionali, dove il costume indica – oltre allo status di chi lo indossa – anche la “funzione” che la persona ricopre in occasione della cerimonia. I nonni degli sposi si chiamano nëinesc in ladino-gardenese: la nonna (ava) e il nonno (nëine). I nonni erano semplicemente caratterizzati dalla cazina bianca di lana; per il resto il loro abbigliamento si accomunava con quello delle persone di una certa età. La nonna indossa un corpetto detto carsetl dala pinta, ha le maniche attaccate basse, molto ampie e imbottite fino al gomito, poi strette; sopra la gonna nera a fittissime pieghe (sciossa), c’è un grembiule di seta damascata (gurmel fosch da ondes), rifinito da un nastro di colore contrastante. Il nonno porta una camicia (ciamëija), un fazzoletto di seta da portare al collo (fazuel de sëida) e un gilé (camesëul de sëida). Come gli altri uomini indossa pantaloni in pelle (brea de pel). Il mantello lungo che porta si chiama bagana, questa ha uno spacco dietro da cui sporge il fazzoletto. Ai piedi veste le scarpe con i lacci (ciauzei dal lac), tipiche del costume maschile. Costumi e tradizioni COSTUMI E TRADIZIONI
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